Il mondo è una MicroMachine

E’ una delle mie frasi preferite, partorita in un momento di (rara) lucidità mentale. E’ vero, a volte ti accorgi che il mondo non è tanto più grande di un francobollo o una macchinina giocattolo.
C’è stata una presentazione, due settimane fa, organizzata da una piccola casa editrice di quelle pure, che ha pubblicato tre romanzi di autori emergenti a seguito di un contest a livello nazionale. Volevano pubblicarne uno solo, alla fine hanno pubblicato i tre più meritevoli tra più di 900 manoscritti pervenuti.
Di questi tre autori, una è la ragazza di un mio ex collega universitario che conosco di vista, un altro è un amico di amici che conosco anche io: valligiano, estroverso, scriteriato bonaccione. Ora ho i libri di entrambi, e li leggerò presto.
Il terzo, ho scoperto ieri, è un mio ex compagno di scuola delle superiori. Non siamo mai andati d’accordo, all’epoca lui era una persona troppo sicura di sè e troppo crudelmente intelligente che non poteva far altro che mettermi soggezione, per come ero fatta all’epoca (e probabilmente lo farebbe anche adesso).
Ho letto le schede dei due conoscenti, ho anche trovato il blog di uno di loro. Domani inizierò a leggere il primo libro, quello dell’amico di amici.
Ho provato una strana sensazione all’idea di leggere il prodotto delle fatiche e della creatività di qualcuno che conosco solo superficialmente, una sensazione come potrebbe essere quella di andare a frugare nei cassetti dei loro comodini. La scrittura è un’attività che inevitabilmente ti mette a nudo, espone le tue viscere e la tua mente e a volte tanto tanto altro. Proprio perchè a volte lo scrivere mette in mostra cose di te di cui nemmeno tu stesso sei completamente conscio e che non riesci a vedere, mentre chi legge le trova lì, nere su bianco, e può trarre conclusioni e congetture su di te e su quello che sei.
Forse sono io ad avere questo genere di paranoia sulla salvaguardia dell’intimità psicologica di ciascuno, considerando anche quanto mi infastidiscono cose invasive come FB o 4Square ecc.
E se un giorno dovessi leggere anche il romanzo del mio ex compagno di classe, credo che la sensazione sarebbe amplificata per 1000, come un’intrusione. E’ normale? Capita solo a me?

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