Ci son giorni in cui tutto pare congiurare contro la tua salute mentale. Giorni in cui il desiderio, il bisogno fisico di una pausa è talmente forte da essere tangibile; gli stessi giorni in cui fantasmi (in carne ed ossa e in senso letterale) appaiono all’improvviso e tutti insieme, lasciandoti stordito, confuso e pieno di domande.
Giorni in cui i ricordi sembrano sintonizzarsi su una frequenza del tutto nuova, assumendo contorni talmente precisi da andare a sovrapporsi all’oggi, al reale.
Ci sono giorni in cui ti trascini ai tuoi doveri ma vorresti essere in mezzo ad un prato, in solitudine, ascoltando le voci interiori che ti parlano, ricordare quello che devi ricordare, sognare quello che aspiri e piangere quando necessario.
Oggi è uno di questi giorni, vado avanti a sospiri ed il morale delle truppe è basso, perchè so che quello di cui avrei più bisogno non arriverà e che l’unico modo di uscire da questo giorno in fondo al pozzo è solo aspettare che passi da sè.
Ossequi alle tristi memorie, e un sorriso sghembo ai fantasmi che tornano dal passato e che incrociano per un attimo il mio sguardo: per oggi ancora vi porto con me.
Pubblicato 5 agosto 2011 di blueapplejuice
Categorie: Lividi
Pubblicato 17 luglio 2011 di blueapplejuice
Categorie: Uncategorized
Etichette: rollercoaster
e se non avessi avuto lo stomaco sottosopra, avrei fatto anche questo:
Non posso
Pubblicato 3 luglio 2011 di blueapplejuiceCategorie: Real Life
Spesso succedono cose, o ci si trova in certe situazioni, in cui la sensazione di impotenza è talmente grande e totale che si ha la certezza di non poter fare nulla per cambiare.
Talvolta, come oggi, lo spirito di fratellanza verso l’obiettivo comune semplicemente se ne fotte di essere in posizione svantaggiata, e ci prova lo stesso, anche a rischio di lasciarci un naso rotto o peggio. Questo è l’andare contro alle cose che non funzionano in nome di un’idea, che passa sopra ai gretti tornaconti di coloro che contano di più.
Li ammiro per questo. In realtà questo post non voleva parlare di quello che sta succedendo oggi a 3 passi da casa mia, ma voleva solo parlare di coraggio, è quindi inevitabile che almeno ne prenda ispirazione.
Quante volte avrei voluto dire o fare qualcosa e non ci ho nemmeno provato? “Non posso” non è una costrizione dall’esterno, bensì dall’interno, un modo di pensare che si radica talmente a fondo nell’animo che ti autolimita nelle scelte anche senza formularlo coscientemente.
Il “non posso” è quello che è dentro il prigioniero che si ritrova con la porta della cella aperta e nonostante questo non fugge. Perchè la convinzione di non poter scappare è così tanto dentro di lui da fargli provare paura all’idea di uscire ed avere di nuovo una vita.
Allo stesso modo, mi precludo possibilità prima ancora di provarle, perchè “non posso” sopportare il cambiamento, mettermi in gioco, affrontare il nuovo a testa alta.
Il “non posso” mi limita, scava la conca nella quale mi sveglio ogni mattina e mi addormento ogni sera, avvicina il mio orizzonte. Il più grande limite che ci lega le mani ce lo imponiamo noi stessi.
Il mondo è una MicroMachine
Pubblicato 18 aprile 2011 di blueapplejuiceCategorie: Dello Scrivere
E’ una delle mie frasi preferite, partorita in un momento di (rara) lucidità mentale. E’ vero, a volte ti accorgi che il mondo non è tanto più grande di un francobollo o una macchinina giocattolo.
C’è stata una presentazione, due settimane fa, organizzata da una piccola casa editrice di quelle pure, che ha pubblicato tre romanzi di autori emergenti a seguito di un contest a livello nazionale. Volevano pubblicarne uno solo, alla fine hanno pubblicato i tre più meritevoli tra più di 900 manoscritti pervenuti.
Di questi tre autori, una è la ragazza di un mio ex collega universitario che conosco di vista, un altro è un amico di amici che conosco anche io: valligiano, estroverso, scriteriato bonaccione. Ora ho i libri di entrambi, e li leggerò presto.
Il terzo, ho scoperto ieri, è un mio ex compagno di scuola delle superiori. Non siamo mai andati d’accordo, all’epoca lui era una persona troppo sicura di sè e troppo crudelmente intelligente che non poteva far altro che mettermi soggezione, per come ero fatta all’epoca (e probabilmente lo farebbe anche adesso).
Ho letto le schede dei due conoscenti, ho anche trovato il blog di uno di loro. Domani inizierò a leggere il primo libro, quello dell’amico di amici.
Ho provato una strana sensazione all’idea di leggere il prodotto delle fatiche e della creatività di qualcuno che conosco solo superficialmente, una sensazione come potrebbe essere quella di andare a frugare nei cassetti dei loro comodini. La scrittura è un’attività che inevitabilmente ti mette a nudo, espone le tue viscere e la tua mente e a volte tanto tanto altro. Proprio perchè a volte lo scrivere mette in mostra cose di te di cui nemmeno tu stesso sei completamente conscio e che non riesci a vedere, mentre chi legge le trova lì, nere su bianco, e può trarre conclusioni e congetture su di te e su quello che sei.
Forse sono io ad avere questo genere di paranoia sulla salvaguardia dell’intimità psicologica di ciascuno, considerando anche quanto mi infastidiscono cose invasive come FB o 4Square ecc.
E se un giorno dovessi leggere anche il romanzo del mio ex compagno di classe, credo che la sensazione sarebbe amplificata per 1000, come un’intrusione. E’ normale? Capita solo a me?
Il cigno nero e la follia
Pubblicato 27 marzo 2011 di blueapplejuiceCategorie: film
Etichette: cigno nero
Ho appena finito di vedere Cigno Nero e sono un po’ turbata. Devo dire che non capita sovente di vedersi un film di questa levatura.
La trama forse non è delle più originali, se vogliamo, ma direi che a buon titolo ha preso la strada dell’Oscar. La regia è superlativa, innanzitutto, valorizza degli attori veramente strepitosi e gli effetti speciali, che sono dosati con maestria e di qualità molto alta.
Natalie Portman è… beh, è una delle mie attrici preferite e in questo film è eccezionale. Bellissima, bravissima, espressiva, esteticamente sublime e credibile anche in una parte così difficile come quella della ballerina. Se hanno usato una controfigura per le scene di danza, il ritmo degli stacchi è tale da non mancare un colpo, mantenendo la credibilità di ogni scena.
Insomma: bello bello bello. Estremamente consigliato.